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Allenamento, salvati da solo impara ed ottieni

Francesco Menconi / La Parola al Corpo  / Allenamento, salvati da solo impara ed ottieni

Allenamento, salvati da solo impara ed ottieni

ALLENAMENTO, SALVATI DA SOLO IMPARA ED OTTIENI

In questo delirio di tutto e niente, semplici regole per imparare a non sbagliare ed a fare bene.

Inizia, divertiti, fai giusto e poi si vedrà passo dopo passo –  Francesco Menconi

FACCIAMO CHIAREZZA PERCHE’ E’ FACILE

Dobbiamo fare chiarezza, perché il cervello lavora in maniera semplice, ad essere complesso, articolato, costruito da cultura, etica, morale, condimenti, tendine e trucco è il nostro pensiero, ma il nostro cervello, quello profondo, quello sotto la punta dell’iceberg, quello del lato oscuro della luna, quello “deeper” per citare Roy, è democratico e finché può di quello che succede sopra, cerca di far finta di niente.

Lui, quello deeper ha un compito, primario, fondamentale, esclusivo, che va oltre, che arriva prima, che vince, LA VITA.

E la vita non ne vuole sapere di quello che potrebbe farla morire, la vita è attaccata alla vita più di quanto i nostri pensieri possano pensare, ogni battito, impulso, azione, reazione, nasce, agisce e finisce per permetterla, garantirla, farla evolvere, perpetuarla.

Ogni volta che questo non accade è malattia, del pensiero, del corpo, ma anche in questo caso, anche in caso di attacco, conquista, lotta, il cervello deeper, vuole una sola cosa, vivere, e siccome semplice è più veloce, semplice è più facile, semplice è prima, semplice funziona, lui fa le cose semplici.

Ora abbiamo due possibilità di allenamento, armonizzare il nostro pensiero a tutto questo, o contrastarlo, in entrambi i casi possiamo avere risultati, raggiungere obbiettivi, definire step d’avanzamento e ottenere, ma nel caso esistano contrasti, sarà come camminare in montagna, con i vestiti bagnati, con uno zaino che man mano che saliamo (passano gli anni della vita) diventerà più pesante, più grande, più ingombrante e per quanto noi possiamo continuare a ripeterci:” dai che ci riesci, che ce la fai, no pain no gain, dai che sei il numero 1, se vuoi puoi, se riesci sei, se conquisti vali, ancora uno, ancora un passo, un’altra meta, ci sei, la vittoria, la conquista, sei sulla cima, campione del mondo indiscusso eccoti!!! “ arriveremo alla fine, dove gli altri saranno molto più convinti di noi della nostra felicità, e la vita, il tempo trascorso, non sarà mai un bel ricordo, nel dolore, si diventa aridi, confusi, soli, tristi, incazzati e ci si maschera da vincenti o da vittime.

Ora ma cosa c’entra tutto questo con l’allenamento in palestra, il benessere, il fitness, il wellness, il faccio ginnastica?

BREVE DESCRIZIONE PRIMA DELLA CONCLUSIONE

Andate in palestra, entrate e osservate attentamente chi fa allenamento:

Esistono varie  categorie, chi ci va per passare tempo,  pochi che fanno allenamento, poi vi è chi per fare vedere quanto è “Wow” ma quelli “seri” emettono grugniti di fatica mentre si allenano, tutti che arrivano fino a quando l’ultima ripetizione non riescono a chiuderla, rubano  qualche centimetro per riuscirci, fermandosi un attimo prima, magari facendo un rimbalzo durante la panca, facendo le croci che sembrano spinte, alzate laterali che diventano un multiarticolare dove si usano spalle, dorsali, lombari e gambe.

Se non arrivi al limite non fai allenamento, se non soffri cosa vieni in palestra a fare.

E sono così convincenti che hanno convinto tantissime persone nel mondo, dilettanti che corrono cronometro alla mano perché devono andare più veloci dell’allenamento precedente, ciclisti con 15kg di pancia ma bici in carbonio ultra avio con cambio elettronico che costano 20.000€ e pesano 750gr meno di quella da 7.500€ e ma vuoi mettere 750gr. Persone che si pesano 3 volte al giorno, prima durante, dopo ogni cosa, colazione, cacca, palestra, sesso, vestiti, senza vestiti.

Insomma la cultura della sofferenza ha vinto, ed il cervello deeper, è così contento che continua a far finta di niente, non solo, ma continua abbondantemente a farsi i cavoli suoi.

Questo è talmente vero, questo che dico è talmente profondo, che 60 anni di questa cultura nello sport ha portato all’abuso di una sola cosa, la droga, per “costringere” il cervello deeper chimicamente a fare quello che il nostro pensiero VUOLE!!!

E nella società, nell’economia, nell’industria cosa ha portato questo pensiero? beh rispondente voi, andate nel mondo, entrate e osservate attentamente, io faccio ginnastica.

Ma quanto è sensato allenarsi sempre così? Quanti guadagni dal punto di vista dell’ipertrofia, della forza e  dei risultati in generale di ottengono?

Torniamo al cervello, lui funziona in maniera ‘semplice’: gli arriva un messaggio relativo ad una situazione e lui mette in atto una serie di adattamenti per fare in modo che il nostro corpo sopravviva a quanto sta succedendo. Questo si applica a tutto quello che facciamo, dalla dieta all’allenamento fino ad ogni altra cosa.

Ma noi parliamo di allenamento, poi se volete applicatelo a tutti gli ambiti:

TECNICA

Se ci si allena arrivando sempre, o quasi, al cedimento, al nostro cervello arriverà il messaggio che la sopravvivenza dipenderà dal riuscire a fare sempre una ripetizione in più con lo stesso carico. Si avrà un guadagno in termini di ripetizioni, ovvero aumenteranno le ripetizioni effettuabili con un determinato peso, ma non si diventerà più forti in senso assoluto. Semplicemente perché, solitamente, più si arriva vicino al cedimento, più si sporca la tecnica

OMEOSTASI E CENTRALINA DI CONTROLLO

Lavorare ricercando sempre l’esaurimento muscolare crea un grande stress sistemico: acido lattico e cortisolo saranno i grandi nemici del corpo in allenamenti di questo tipo.

Sappiamo che i muscoli ci mettono da 1 a massimo 3 giorni per recuperare e crescere. Al contrario, però, in un allenamento portato ‘al limite’ ricercando esaurimento o cedimento muscolare, non sarà più il muscolo a richiedere tempo per recuperare, ma il Sistema Nervoso Centrale (SNC), che può richiedere fino a 7 giorni, ammesso che riesca a recuperare e non vada in stress cronico, aumentando l’infiammazione e creando quell’effetto sembra che ci sono e mi faccio male, sembra che ci riesco e mi ammalo, sembra che sono arrivato ma succede sempre qualcosa…. (e via con la colpa al destino cattivo)

Entrate in palestra (o in molte palestre)  ancora una volta e tolto chi si droga, e quel 1 per 1000 di geneticamente dotati, vedrete un esercito di incapaci, meno performanti di chi nella vita lavora manualmente e va per funghi nei boschi, che inneggiano ai loro infortuni come fossero ferite di guerra, questa è la sacrosanta verità, oppure vedete attempate fluo con le codine o attempati in canotta che si guardano il bicipite.

Che desolazione. Poi mi dicono perché le persone prima di chiamarmi ed entrare in palestra, spesso mi dicono:” a me non piace la palestra, non ci verrei mai ad allenarmi…. “ ed io che ne possiedo e ci lavoro, rispondo sempre:” tranquilla, neppure a me, ma la mia è differente… venga a provare.” e si innamorano.

Ma torniamo a noi, tutto questo è devastante se ci alleniamo in monofrequenza, ovvero un gruppo muscolare 1 volta la settimana, tipo gambe lunedì, braccia il martedì, petto il mercoledì, ma diventa ancora peggio in allenamenti multifrequenza o full body, ovvero dove più volte alleniamo lo stesso muscolo o dove alleniamo sempre, con esercizi diversi tutti i muscoli.

QUINDI COSA DOBBIAMO FARE?

Per prima cosa ora sappiamo cosa non fare, che sia corsa, nuoto, bici, palestra, corpo libero, step, spinning, qualunque cosa decidiate di fare, un urletto ogni tanto ci sta, vivere gli allenamenti tra un grughito e l’altro no.

Avete mai visto un poliziesco, quando rimane l’ultimo colpo in canna, stai davvero attento prima di spararlo, perché sai che ne dipenderà dalla tua sopravvivenza.

Ecco imparate ad ascoltarvi, mettete nell’armadietto, smartphone, libri, ebook, droni, gps satellitari, collane, orecchini, felpe ingombranti, meno avete addosso meglio è, e dedicate quei 40’ a voi, ascoltandovi, allenatevi con i pesi, dopo esservi rivolti ad un “vero professionista” o diventante “professionisti del vostro corpo” (se siete interessati chiedetemi come)

E tenete sempre qualche colpo in canna, facciamo un esempio sto facendo uno squat, devo fare 10 ripetizioni, uso un peso dove, quando sono a 10 so che ancora 2-3 ripetizioni posso permettermele, a prescindere dal peso, così se un giorno il vostro SNC (leggi sistema nervoso centrale) ed il vostro corpo, magari a vostra insaputa stanno lavorando per altro, avrete meno peso, il giorno che stato alla grande, userete più peso, ma sempre quello giusto per quell’occasione.

Ascoltatevi, ed il giorno che vi va di stare 1 ora stateci, il giorno che dopo 30’ ve ne andreste a casa, divano, plaid, film, fatelo.

MA C’E’ UN MA…

La componente psicologica: abituati a sentire i muscoli bruciare a fine allenamento, a sudare come una cascata dopo un uragano, a svegliarvi con DOMS (dolori post allenamento ancora chiamati da molti trainer e non, acido lattico) incredibili che vi fanno far fatica ad alzarvi dal letto, vi sembrerà di non esservi allenati abbastanza.

cCmbierà anche un’altra cosa fondamentale: allenandosi a cedimento, sia che lo facciate volontariamente o no, l’importanza viene data sempre all’ultima ripetizione.

Per il cervello è quello il momento del ‘pericolo’, il momento in cui si può rischiare di rimanere schiacciati sotto il bilanciere. Quindi le ripetizioni precedenti vengono fatte male, frettolosamente, con qualche ‘scorciatoia’ tecnica.

Allenandosi come vi ho suggerito, ogni ripetizione può  essere ricercata dal punto di vista di tecnica, traiettoria e velocità. Tanto il problema del ‘rimanerci sotto’ non esiste in questo caso: il peso che stiamo utilizzando lo sappiamo gestire ottimamente per tutte le ripetizioni che dobbiamo fare.

Allenandosi con una tecnica ottima il nostro corpo impara che la tecnica da usare è ‘quella’ (se volete fare gli splendidi con l’istruttore che c’è in palestra e che vi insulterà quando non vi vedrà piangere sotto la panca arrivando fino a che le braccia non tremeranno, potete dire che ‘si imposta un pattern motorio’ e se volete proprio fargli capire chi comanda, ditegli, mi sto allenando a buffer, così si chiama questo allenamento).

Questa è la base su cui costruire tutto il resto. Qualsiasi guadagno in termini di pesi caricati ecc non può considerarsi reale e stabile se la base non è quella giusta.

E tutto il resto di cui sento parlare? tutto il resto è per professionisti, sport specifici, moltissimo spessissimo per drogati, e non ci riguarda nel 98,8% dei casi.

Costruireste mai una casa su fondamenta non perfette, solo perché così è più facile e veloce farla? Beh in “Itaglia” spesso accade, ma voi siate Italiani, usate la nostra conoscenza, il nostro gusto artistico, la nostra capacità creativa per fare una splendida casa dove abitare, armonica, sana, vitale, potente, capace, bella, sensuale e “vostra” sarà una vita fantastica ed ora, sapete perché. Prenditi il tuo tempo hai tutta una vita per imparare

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Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

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