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Il dolore fantastico del piacere

Francesco Menconi / Salute e benessere  / Il dolore fantastico del piacere

Il dolore fantastico del piacere

Il dolore fantastico del piacere

E’ il dolore che trova analgesia nel mutare per gli altri

 

E’ come se non fosse importante stare bene davvero, ma nonostante il dolore apparire splendidi.  Mostrarsi fantastici nelle imprese, nei selfie, nei post, nonostante a pervadere dentro il nostro corpo e la nostra mente sia solo il dolore. 
Quello del rapporto con il proprio corpo è un mondo strano, è pieno di trabocchetti, di alterazioni sociali, di presupposti e di presunzioni.
Poco conosciuto e lontano dalla propria volontà, il corpo che non si arrende e non si piega, subisce attivamente, spesso potendo scegliere solo con il dolore, le idee malsane alimentate da un idea perversa.

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Catarsi

Un tempo era la catarsi, la purificazione, il liberarsi dal dolore, comprendendolo ed accettandolo.

Nella religione della Grecia classica, il rito magico della purificazione, inteso a mondare il corpo e l’anima da ogni contaminazione. L’illuminazione, la mancanza di bisogni, di desideri di pensiero.

In psicoanalisi, processo di liberazione da esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali, ottenuto col far riaffiorare alla coscienza dell’individuo gli eventi responsabili, rimuovendoli dal subconscio.
Ma rimangono aperte due questioni, per la mente la magia è qualcosa al di fuori di noi,  la contaminazione è parte di noi, il desiderio anche, e per l’impossibilità di vincerlo, abbiamo inventato il senso del peccato.
Per quanto riguarda l’inconscio invece la questione è persino troppo banale, se è inconscio, renderlo coscio, cambia davvero la percezione inconscia di quel dolore?
Se la risposta fosse semplice e farlo anche, la psicoterapia avrebbe vinto ed invece, divisa in fazioni, ed in concetti a tratti lontani dal reale funzionamento neuronale del cervello, spesso traballa. Rimangono sprazzi di presunti presuntuosi che sotto vari nomi provano a cambiarti la vita con la formula magica, ma facessero vedere i dati dei loro insueccessi (per i quali colpevolizzano sempre i partecipanti ovviamente) ci rimarrebbero male.

Sport

Ma tutto questo cosa c’entra con lo sport?

Beh lo sport così come noi lo conosciamo ha origine proprio nell’antica Grecia ed ancora oggi si porta dentro le radici di quella cultura. Lo sport per essere eseguito necessita di mente e tutte le sue prigioni diventano le nostre catene.

Vale per le diete, per gli allenamenti, per l’integrazione, per tutto.

Lo sportivo mediamente pensa in generale alcune cose:

  • Più soffro più miglioro
  • Più soffro più dimostro quanto ci tengo
  • Più soffro più sarò commiserato in caso di fallimento

Dagli agonisti ai dilettanti allo sbaraglio, dalla corsa in bici passando per il podismo, dalla palestra allo yoga, ogni disciplina ha in se radicato questo concetto perverso di sofferenza.

E’ come se quel dolore espresso dalla madre alla nascita, quel dolore vissuto dalla venuta alla luce, venisse trasferito a tutta la vita di un individuo, sicchè ogni volta che vuoi “rinascere” da quel dolore devi passare, spesso è cosciente, ma molte volte è inconscio, siamo inconsapevoli di ricercare costantemente il dolore

Dal lavoro alla famiglia, dimostrare di sopportare le sofferenze immani, continue, costanti, è dimostrazione d’ “amore”….

La “amava da morire” si vede che ci tiene guarda quanto soffre.

Soffrire diventa non un alterazione non fisiologica della vita da cui ogni cellula sfugge, diventa l’essenza stessa della vita, ma ne è al contempo lontana, in antitesi.

E la misericordia? la compassione? 

Beh loro danno il carico finale: Nobile sentimento di compassione attiva verso l’infelicità altrui, e compassione: patire insieme.

Sicchè il tifoso,  l’amico o il conoscente, che magari si trova in contrasto, che non sopporta la tua vita, al cospetto del tuo dolore, prova misericordia, piacere, ma al tempo stesso compassione, giustificazione.

Potrebbe bastare così, ma tutto entra in un baratro, in un abisso che inghiotte la felicità. Nell’oblio.

Nell’essere commiserati, nell’essere ammirati nasce il nostro subdolo modo di giustificarci, di sentirci finalmente presi in considerazione, qualcuno si è accorto finalmente di noi.

Sono inutile e debole, mi drogo, vinco, divento grosso, ho un senso….

Non riesco a dimagrire come sono grassa… (quante persone che non lo sono lo scrivono costantemente su facebook)

E gli “amici” cosa fanno? mi piace, commentano “ma nooo, ma non è vero, sei splendida” (magari alla foto mezza nuda) ed ecco che il perverso delirio prende forma.

Quella bellezza, quell’esposizione del corpo viene mercificata non all’arte in se insita, ma alla funzione, al fine, al mezzo per….

E’ vero per l’anoressia, l’ortoressia, la bulimia, l’obesità, per ogni forma deviata della salute mentale che schiavizza e paralizza il corpo. Nel pensiero che la mente possa.

Se così mi amano, se così sono qualcuno, se così pur vivendo male, senza conoscenza ed empatia o sorriso, consapevolezza e coscienza, per gli altri sono fantastica e splendida perché dovrei cambiare? perché dovrei prendere in mano il mio dolore, riflettere sui miei limiti, perché dovrei smettere di soffrire se soffrendo, drogandomi, vomitando, ledendo il mio corpo e la mia salute, convincendomi di illusioni, posso essere per il resto del mondo fantastico?

Verba docent, exempla trahunt

le parole insegnano, gli esempi trascinano. È un detto latino che sta a indicare come sono i fatti che danno più credibilità alle parole.

Ed è così che tutto si muta, abbiamo mai visto nei decenni di formula 1 un pilota non correre per febbre o malattia? anche statisticamente ma come è possibile? ce lo siamo m ai chiesto?

Osanniamo drogati come eroi e diciamo ai nostri figli di non drogarsi, desideriamo il potere dei potenti nonostante le malefatte, ma diciamo ai nostri figli di essere umili, condanniamo la mancanza di rispetto della legge, ma quando riguarda noi ci giustifichiamo.

Verba docent, exempla trahunt

Il corpo apprende assieme alla mente, per neuroni specchio, così avviene l’imprinting, l’empatia, vale più di ogni insegnamento, il gesto vale più delle mille parole, e dietro le parole e le foto, dietro il senso di un apparenza, sviscerata della sua essenza, troviamo tutti un posto.

Così siamo tutte modelle per un giorno, tutti campioni con 3 foto su una spartan, siamo tutti eroi, con un selfie assieme ad un grande, siamo tutti parte di qualcosa.

Ed è proprio l’appartenenza, che ci frega, o forse il bisogno, o forse la mancanza di cultura, perché per vivere il piacere della vita, non serve semplicità, serve consapevolezza e per la consapevolezza, serve conoscenza e cultura.

Con buona pace per chi nell’esaltazione del suo nulla, trova un posto.

Ma del resto chiedo perdono per il disturbo, per la riflessione e perché infondo #iofaccioginnastica

E’ il dolore fantastico del piacere

E’ il Guernica nella foto sopra. Non è una semplice opera d’arte, ma un vero e proprio manifesto contro la brutalità della guerra, simbolo universale degli orrori della dittatura nazifascista e di ogni repressione. È Guernica di Pablo Picasso (1881-1973), emblema del XX secolo dovrebbe oggi cogliere un altra sfumatura, dovrebbe essere un manifesto contro la brutalità che abbiamo nei nostri confronti, contro le bieche scuse con cui ci devastiamo, contro la tirannia con cui bruciamo felicità e vite, privandole della catarsi della consapevolezza.

Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

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