L’industria del fitness genera malessere

on febbraio 24 | in La Parola al Corpo, Pensieri & Parole, Salute e benessere | by | with No Comments

L’industria del fitness genera malessere

Come il fitness è diventato “fritness”, storia di una triste evoluzione

L’industria del fitness genera malessere, la cosa è sin troppo evidente, ma approfondiamo insieme.

L’industria del fitness per anni ha venduto cose: attrezzi, integrazioni, vestiti, programmi di allenamento, diete, quasi nella totalità inutili, e creato miti, quasi nella totalità deleteri. Vi chiedete perchè? business, perchè i manager malati del soldo, hanno visto lungo, ed in nome ad i nostri desideri di “essere in forma fisica” oserei dire in “apparente forma fisica” ci hanno venduto, fatto credere, sperare, sognare, di tutto. Il giro d’affari solo in Italia è di 22 miliardi di euro l’anno, e di questi miliardi pochi, troppo pochi sono fatti onestamente, da personale competente e qualificato. Per approfondire clicca QUI (fonte il 24 ore)

Ora se vi chiedete perchè l’industria del fitness da anni ci mente, la risposta è facile, perchè è un industria e le industrie fanno bilanci, non benessere.

Si tratta di un gruppo di aziende che cercano di rimanere competitive ed a volte, il modo più semplice per farlo è quello di piegare la verità un po ‘, dirne metà, impacchettarla bene e soddisfare i bisogni.

Si fanno soldi più facilmente vendendo brocche di integratori, libri di diete e pillole magiche, quando si hanno i giusti modelli e le giuste storie, le foto prima e dopo, quando si creano leggende di riferimento, a cui ispirarsi, anche se le loro origini non sono completamente veritiere.

Fai diventare una bugia un mito ed avrai trovato il modo per entrare nei bisogni delle persone.

Una delle bugie più grandi che ci hanno raccontato per anni è la Dieta:  Cambiare l’assunzione di cibo per qualsiasi periodo di tempo limitato ti porterà risultati, qualunque dieta, ma ovviamente lo farà per periodi limitati, no non sbagliate voi, ci raccontano palle. Per ottenere il cambiamento di vita, è necessario creare un nuovo modo di vivere, rispettare il ciclo circadiano e capire cosa significa vivere in Ben-Essere.

 

 

La seconda bugia è il Natural Bodybuilding: Non vi è nulla di naturale nella maggior parte degli sport agonistici e non competitivi, men che meno nel Bodybuilding, possono raccontarvi quello che vogliono, ci sono mille modi per emulare i “presunti controlli” sui quali non guadagna nessuno, ed i risultati estetici che ottengono con quei volumi e quella definizione (ovviamente minore rispetto al bodybuilding ufficialmente fatto di drogati, e sono loro a sostenerlo in modo sotto inteso, visto che chiamano gli altri natural) sono impossibili naturalmente, principalmente usano anoresizzanti orali e Gh, ormone della crescita, poi vi parlano di sacrificio, no pain no gain, (clicca Qui per approfondire) fanno foto prima e dopo, ma le persone naturali sono altre e soprattutto sono sempre in forma 365 giorni all’anno non 3 mesi su 12…

 

La terza bugia è che necessitiamo di quantità industriali di proteine: E ‘stato scientificamente provato che il corpo umano richiede solo il 5-20 per cento del totale delle calorie provenienti da proteine, anche per le persone attive. Le persone che ne hanno reale necessità sono in condizione pre-clinica o di “cannibalizzazione” delle masse muscolari per alimentazione errata o persone ammalate.

 

La quarta bugia è che con gli esercizi per gli addominali avrai il six-pack: Inutile, molti esercizi che vedete fanno lavorare i flessori dell’anca e i casi sono due o sei ectoforme (secco, magro, senza volumi ed allora hai il six-pack) oppure fai uso di chirurgia o doping, spesso entrambi, non per ultimo un addome così ipertonico, è disfunzionale alla respirazione e per quanto ci abbiano “inculcato questo modello” in natura non esiste, tolta un esigua percentuale di persone con conformazioni particolari.

 

 

La quinta bugia è dover soffrire: Già la sofferenza è un concetto culturale strano, è estranea alla vita ed è un concetto puramente umano, ma nel corpo nulla accade per sofferenza, miliardi di processi accadono per chimica, omeostasi, scambio, condivisione, supporto, adattamento, distacco, scissione. Se soffri, soffri! Ed è pieno il mondo di persone che soffrono senza guadagnare. Soffrono gli sportivi e chi non sa fare altro, soffre chi si sente speciale a farlo, ma il percorso verso il benessere deve diventare il nostro piacere quotidiano, ed è altra cosa.

 

La sesta bugia è che conta solo il risultato: in 3 mesi guarda com’ero e come sono. Bugia, doping, droga, misogino (questo termine non è usato a caso, rifletteteci…) in cerca della soddisfazione dell’ego malato. Basta poco in senso di tempo da dedicare quotidianamente ma il movimento è parte della vitalità del corpo, e deve essere quotidiano e protratto nel tempo, come bere, respirare, dormire, una necessità fisiologia parte integrante della stessa vita.

 

La settima bugia è una delle peggiori il “secondo me”: nelle palestre c’è un pullulare di esperti autoreferenziati in seguito a: “sono due mesi che lo faccio lo so insegnare”. Questa banalità con cui si affronta la salute, il tempo, il denaro degli altri è sconcertante. L’allenamento si basa certo sulle sensazioni personali di chi lo è esegue, ma è un concetto scientifico applicato ad un atto pratico e non si improvvisa, serve conoscenza, per insegnarlo ed anche solo per farlo bene.

 

 

L’ottava bugia è vi è sempre una regola: E’ devastante, non sei fitness se non fai questo, non sei forte se non fai questo, non sei figo/a se non hai questo, se non pesi così, non misuri così, non fai queste ripetizioni, con questi pesi, con questi tempi, per tot tempo, entro, prima di… Questa è una bugia trasversale, dalla banalità dei corridori della domenica, ai frequentatori dei centri “fritness”, fino ai dilettanti che si sentono agonisti. Abbiamo perso il senso dello sport e della differenza tra sport e movimento, ma soprattutto hanno capito i nostri bisogni di accettazione e ci godono sopra (ci fanno miliardi) parlano di salute, benessere, ma di fatto l’industria del fritness fa più “malati” e “drogati” di tutte le aziende farmaceutiche del pianeta, spesso sono “concusse” “compiacenti” vendono illusioni, spacciandole per libertà, energia, sudore, crew, gruppo…

L’inclinazione frenetica dell’uomo per tutte le sostanze, salutari o rischiose, che esaltano la sua personalità, sono testimonianza della sua grandezza. Perché aspira sempre a riaccendere le proprie speranze e a elevarsi verso l’infinito. Ma bisogna vedere i risultati. Charles Baudelaire, I paradisi artificiali, 1860
Ecco ad oggi i risultati sono deludenti ed impressionanti, il fritness incolpa la società, l’alimentazione, la mancanza di questo e di quello, ma è lui la vera piaga, la malattia è chi ti vende in televisione un attrezzo per gli addominali, convincendoti che se lo usi, diventerai come quel modello… la malattia è la falsa speranza venduta a caro prezzo, comprata a costo della salute.
Il problema è che la “frittologia” vince, vince nell’obesità, nella cattiva alimentazione, nella frenesia, nell’apatia, nel malessere quotidiano leggero soave e continuo, vince perchè alimenta i nostri malesseri ed i nostri bisogni, vince perchè ci toglie apparentemente, il senso di colpa, vince perchè ci vende a poco e senza impegno, quel molto che ci illude di acquistare, e ce lo ricorda costantemente con la pubblicità, la frittologia vince sulla conoscenza, sul senso critico, sulla cultura, su quasi tutto.
Conoscere di più, capire il proprio stato di salute, discutere e comprendere è l’unica via di salvezza, affinché davvero quest’aria fritta del “fritness” diventi capacità, Fitness.

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