lo sport deve essere un piacere

Lo sport deve essere un piacere

on gennaio 31 | in Amerai il corpo tuo come te stesso, La Parola al Corpo | by | with No Comments

“Lo sport deve essere piacere, gioco, divertimento – non agonismo a tutti i costi!”

Intervista con Francesco Menconi, istruttore e docente centro sportivo nazionale, autore del libro “Amerai il corpo tuo come te stesso”. Nella sua conferenza parlerà di bambini e movimento, di benessere e scuola.

Spesso parlando di attività sportive dei nostri figli si sente la parola “agonismo”. Cosa ne pensa?
L’agonismo non dovrebbe essere preso in considerazione fino ai 10, 12 anni. Bisogna iniziare a far muovere il corpo in un certo modo, non finalizzato ad una determinata prestazione. Il movimento parte dal momento in cui nasce il bambino, è attraverso il movimento che il bambino esplora il mondo, con il suo corpo e con i cinque sensi. Il movimento è nella natura dell’essere umano.

Il “problema” dei bambini di oggi è il fatto che sono iperattivi, sempre in movimento…
Partiamo dal presupposto che un bambino in movimento è un bambino sano. Stare seduti per ore ed ore è una violenza. Per far fronte al bisogno di muoversi non ci resta che assecondarlo. Oggi non è quasi più possibile per un bambino potersi muovere liberamente, o perché è pericoloso o perché non è gradito. Per cui è di fondamentale importanza come genitori di cercare delle possibilità che permettano al bambino di sfogare la sua voglia di movimento.

Al contrario, cosa possiamo fare per invogliare i bambini pigri a muoversi?
Visto che siamo al secondo posto nel mondo in termini di obesità infantile, è fondamentale che noi genitori creiamo delle situazioni di movimento per il bambino. Spesso basta che facciamo noi ginnastica naturale e poi loro, automaticamente, ci imitano.

Ecco il tasto dolente: Spesso noi grandi ci prefiggiamo all’inizio di un nuovo anno di “fare più sport”, un proposito che spesso non si mette in pratica. Perché?
Perché i propositi sono legati alla volontà, e noi siamo convinti che al traguardo ci si arriva con la volontà. In verità non è così – è meglio fare dei piccoli passi e cambiare le nostre abitudini quotidiane, che non prefiggerci di partecipare ad una maratona. Gli obiettivi troppo lontani dalla realtà ci creano ansia, invece il movimento deve essere piacere, gioco, divertimento e consiste in tante piccole azioni quotidiane.

Quindi anche fare le scale e svolgere le mansioni domestiche?
Certamente, si è visto che la quantità di movimento di una casalinga è quella di un superatleta, sette giorni su sette, 365 giorni all’anno.

Lei lavora, tra le altre attività, anche come Personal Trainer. L’immagine che abbiamo del PT è quello di un giovane ragazzo atletico che va a trovare le casalinghe di una certa età, la maggior parte benestante, nella loro abitazione…
Sì, quest’immagine è diffusa. Infatti mi piace di più la denominazione “educatore fisico”, perché faccio vedere ai miei clienti la giusta strada verso il benessere e la salute. Anche le casalinghe avrebbero bisogno di un PT che le fa vedere come muovere in modo giusto la spalla per pulire i vetri o come abbassarsi con la schiena per alzare i pesi. A volte sarebbe meglio investire di più nella salute e permettersi un educatore fisico, che comprare costosi trattamenti estetici o spendere i soldi in medicine.

Quindi dobbiamo correre tutti almeno a comprare un abbonamento per la palestra?
No! Il 50% delle persone si allena a casa propria. In palestra si viene ad imparare l’arte del movimento, è come quando si va a scuola per imparare a leggere e scrivere. Per il 70 % degli esercizi è sufficiente avere un muro e un pavimento – è lo dice uno che gestisce una palestra… Il corpo, muovendosi, si rigenera, fa aumentare le difese immunitarie. Il vero problema è che non riconosciamo la necessità di muoverci, perché non abbiamo più bisogno di muoverci per sopravvivere. Oggi basta aprire il frigo per mangiare, prima si doveva andare a caccia.

Sotto certi aspetti la vita prima era più dura. Ma mai come oggi l’umanità è stressata e si ammala…
Lo stress serve per adattarsi, è un istinto primordiale ed è fondamentale per l’evoluzione umana. I fattori di stress sono molto più pericolosi oggi e portano alla malattia: Il cellulare, le scadenze, le guerre… Abbiamo quattro armi per combattere: L’idratazione, cioè bere acqua, il cibo, la respirazione per bilanciare il sistema simpatico-parasimpatico e il movimento. Solo che non sfruttiamo la potenzialità del nostro corpo.

Come mai il titolo provocatorio del suo libro “Amerai il tuo corpo come te stesso”?
Perché trattiamo male il nostro corpo! Pretendiamo che stia seduto per ore, che digerisca qualsiasi cosa che beviamo o mangiamo e quando si ammala vogliamo che guarisca in fretta perché abbiamo da fare. E’ una pretesa continua nei suoi confronti – se fosso il nostro compagno di vita, ci avrebbe già lasciato da tempo. Bisogna vivere e rispettare il proprio corpo.

Qual è il messaggio principale che vuole trasmettere con questo libro?
Che la qualità della vita è fatta da tutto ciò che abbiamo è non da quello che ci sembra necessario avere. Se ci stacchiamo dalla nostra intima natura nulla ci porterà alla felicità. Ricordiamoci che tutti i sensi passano dal corpo.

Dall’estero gli italiani sono spesso visti come “popolo pigro” che usa la macchina anche solo per spostarsi di qualche metro. E’ vero o è cambiato qualcosa?
Purtroppo è vero. A volte i clienti della palestra si lamentano perché devono parcheggiare la macchina a 150 metri di distanza e poi si allenano due ore sul tapis roulant. Ci vuole consapevolezza e coscienza sociale, affinché il movimento diventi cultura. Perché il movimento non è soltanto fine a se stessa, e alla salute, ma sviluppa il coordinamento, il sistema nervoso, l’apprendimento….tutto è legato alla capacità motoria. Ecco perché è fondamentale inserire il movimento anche nella scuola, sia sotto forma di gioco e sotto forma di motoria. Per questo non servono attrezzi o palestre, impariamo a muoverci con quello che abbiamo – divertendoci.

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