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L’olio che salva la vita

Francesco Menconi / Salute e benessere  / L’olio che salva la vita

L’olio che salva la vita

L’Olio che salva la vita

In un mondo light ci salveranno i grassi

Quali integratori prendere e perché e distinzione tra performance e salute

Ringrazio per gli studi sugli Omega3 – Dario Boschiero, Laura Converso di Biotekna

L’olio che ti salva la vita

Come trainer, spesso mi sento fare questa domanda: “quali integratori devo assumere?” Rispondere a questa domanda è davvero difficile, intanto perché il business degli integratori riempie gli scaffali che vanno dalle farmacie ai supermercati, passando per i mercatini, dove si va dal “superfood” agli integratori di ossigeno, passando per gli “magri in 3 giorni” “sani per sempre”.

Nelle palestre il problema è opposto, si parla sempre di proteine, aminoacidi, carnitina, creatina, i più “imparati” parlano di hmb, glutammina, peptidi.

Ora in entrambi i casi siamo sempre nel caos e nella confusione, gli integratori di magnesio e potassio da banco, hanno al loro interno tipi di magnesio e potassio, di bassa qualità, pensate quelli sotto elencati sono i principali “sali di magnesio”

  1. Cloruro di magnesio
  2. Magnesio citrato
  3. Magnesio pidolato
  4. Magnesio glicerofosfato
  5. Magnesio bisglicinato
  6. Magnesio lattato o organico
  7. Magnesio ossido o idrossido di magnesio
  8. Magnesio carbonato
  9. Magnesio solfato (sale inglese, per capirci la purga)

Quindi facile capire come dire, assumi Magnesio significa tutto e niente, e facile capire perché da anni mi rivolgo alla Melcalin, perché alla base vi è la conoscenza e la ricerca scientifica e null’altro.

Ed ognuno ha una sua caratteristica, una sua composizione ottimizzata o meno per un determinato scopo, e spesso quelli che si trovano “sul banco” sono i più economici, a prescindere dalla quantità, ed i meno biodisponibili per lo scopo, quindi cosa devo prendere?

Nel secondo caso, la “Palestra” in base a quali dati decidiamo quali integratori prendere e perché? gli studi scientifici sempre più dimostrano come, gli integrazione di proteine abbia incrementato i valori di forza e sezione trasversa del muscolo

Per chi vuole approfondire a seguire lo studio

 2017 Jul 11. pii: bjsports-2017-097608. doi: 10.1136/bjsports-2017-097608. [Epub ahead of print]

A systematic review, meta-analysis and meta-regression of the effect of protein supplementation on resistance training-induced gains in muscle mass and strength in healthy adults.

Tutto lo studio al link sottostante

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28698222

Ora di cosa manca una systematic review? (una rivisitazione ed analisi di tutti gli studi che hanno affrontato questo tema) beh della personalizzazione in base al tipo di allenamento, al momento dell’integrazione, al tipo di persona a cui viene somministrata, al tipo di proteina utilizzata, all’età, alla storia di chi le assume.

Ma la domanda è, uno studio fatto sulla media di 49 studi con 1863 partecipanti hanno dimostrato che l’integrazione proteica della dieta in modo significativo ha aumentato i cambiamenti in ipertrofia e sezione trasversa del muscolo, quindi forse come e quando non è così fondamentale o chissà.

Il caso non aiuta a rendere ripetibile la cosa, ma soprattutto il sentito dire ed il “secondo me”, aiuta ancora meno.

Per questo è necessario rivolgersi ad un professionista, capace di creare un piano integrativo basato su dati oggettivi e non sul “secondo me”

Ma qui parleremo di integratori rivolti al Benessere ed alla Salute, che su base scientifica di review internazionale, servono trasversalmente per permettere di affrontare al meglio la nostra quotidianità, ed ottenere “performance” rivolta alla funzionalità applicata alla nostre giornate lavorative, ottimizzando la nostra energia e migliorando la nostra vita nel futuro.

Infatti il nostro stile di “vita moderno” spesso ci porta incontro ad un Infiammazione Cronico Sistemica, od infiammazione di basso grado, causa principale delle malattie che sviluppiamo durante la nostra esistenza. Ridurre ed annullare questa infiammazione è possibile, grazie all’allenamento intenso e breve e grazie all’olio che ci salva la vita.

L’infiammazione è un meccanismo di difesa del corpo il cui obiettivo è l’eliminazione della causa del danno e la successiva riparazione dei tessuti;

E’ un meccanismo di protezione necessario tuttavia, il persistere di uno stato infiammatorio cronico di basso grado è una caratteristica comune ad una vasta gamma di disturbi e patologie croniche. L’infiammazione di basso grado ha diverse cause tra cui stress persistente, aumento di peso, obesità, stile di vita sedentario, tipo di nutrizione, perdita dei ritmi circadiani e stress ambientale1,2 . Un’adeguata alimentazione che preveda un basso carico glicemico, il controllo degli zuccheri semplici, un’adeguata introduzione di fibre oltre che di acidi grassi omega-3 (alta titolazione di EPA e DHA) contribuisce ad abbassare significativamente i marcatori infiammatori e di conseguenza a migliorare tutta quella serie di disturbi a carattere infiammatorio cronico. E’ nota l’azione antinfiammatoria di EPA+DHA (omega-3), provenienti dall’olio di pesce, che può essere esaltata associando prodotti di origine vegetale come l’estratto di Luppolo (Humulus Lupulus L.; vedi Melcalin LUPES). Alcuni componenti del Luppolo, infatti, possiedono attività antinfiammatoria che sono riscontrabili nell’abbassamento del livello di proteina C-reattiva.

Alcune abitudini alimentari come il consumo di pasti ricchi di grassi e di zuccheri concorrono ad indurre uno stato di infiammazione cronica di basso grado, mentre un’alimentazione che preveda cereali integrali, frutta, verdura e pesce è associata a livelli infiammatori più bassi, inoltre gli acidi grassi omega-3 così come le vitamine C, E e i carotenoidi aiutano a diminuire le concentrazioni circolanti dei marcatori infiammatori3 . Si è calcolato che nella dieta moderna oltre il 70% dell’energia proviene da zuccheri raffinati, cereali trasformati e prodotti lattiero-caseari e si è osservata un’assunzione maggiore di acidi grassi omega-6 rispetto agli omega-3 che contribuisce ad alimentare l’infiammazione cronica a basso grado promuovendo così lo sviluppo di molti disturbi e malattie croniche, tra cui l’obesità e l’osteoporosi4 . Nel loro insieme, più studi suggeriscono che i modelli alimentari salutari caratterizzati da un controllo glicemico e da una riduzione dei grassi introdotti sono associati a una minore concentrazione di marcatori dell’infiammazione5

Acidi grassi omega-3 e infiammazione

Gli acidi grassi omega-3, provengono principalmente dal pesce grasso come sgombro, salmone, tonno o pesci piccoli come le aringhe; a questa categoria appartengono due acidi grassi a lunga catena: l’acido grasso eicosapentaenoico (EPA C20:5) e il docosaesaenoico (DHA C22:5) che hanno entrambi dimostrato avere notevoli effetti benefici sulla salute. Ricerche effettuate negli ultimi trent’anni hanno ribadito i benefici per la salute derivanti da una dieta nella quale ci sia un abbondante consumo di pesce (acidi grassi omega-3), infatti gli acidi grassi a lunga catena omega-3 hanno un ruolo importante nella prevenzione e il trattamento della malattia coronarica, dell’ipertensione, del diabete, dell’artrite e di altri problemi di natura infiammatoria nonché di patologie di natura autoimmune, di alcune tipologie di cancro e sono essenziali per la normale crescita e lo sviluppo, soprattutto per il cervello e la retina. Per limitare il danno prodotto dall’infiammazione cronica è fondamentale tenere in considerazione il grado di infiammazione sistemica (vedi dispositivi BIA-ACC e TomEEx) e adottare delle strategie mediante l’integrazione con sistemi tampone (Melcalin BASE) necessari a contrastare la perdita di tamponi (minerale osseo) tipicamente associata all’infiammazione cronica sistemica. Al fine di avere un’azione sinergica per attenuare il livello infiammatorio, oltre a stimolare il Infiammazione cronica di basso grado, supporto con acidi grassi essenziali EPA+DHA (Omega-3) e Luppolo Rev. 0 Data: 14/12/2016 Autore: Dario Boschiero, Laura Converso sistema immunoendocrino, è necessaria l’assunzione di acidi grassi polinsaturi omega-3 (Melcalin LUPES): EPA e DHA sono particolarmente indicati per la soppressione dei processi infiammatori, prevalentemente grazie all’inibizione della sintesi degli eicosanoidi proinfiammatori derivati dall’acido arachidonico (omega-6), è infatti dimostrato da più parti l’abbassamento dei principali marcatori infiammatori (in particolare IL-6 e TNF-α) in seguito all’integrazione di questi omega-317,18 .

Conclusioni

L’alimentazione, al giorno d’oggi, predilige l’assunzione di alimenti ricchi di omega-6 e carente di prodotti ricchi in omega-3 (EPA+DHA) come il pesce, con conseguente squilibrio dietetico di acidi grassi a favore degli omega-6 e sbilanciamento del rapporto omega-6/omega-3 che può predisporre a una serie di disturbi e patologie a carattere cronico e di natura infiammatoria e autoimmune. La correzione di questo squilibrio nella dieta può essere ottenuta con la supplementazione di olio di pesce in capsule (ad alta titolazione di EPA+DHA) e con una dieta a basso contenuto di grassi omega-6 e ad alto contenuto di omega-3. Melcalin LUPES contiene olio di pesce con un alto valore di omega-3 totali (superiori all’80% del prodotto), indicati per ridurre i processi infiammatori mediante per inibizione della sintesi degli eicosanoidi proinfiammatori), e luppolo che coadiuva l’azione antinfiammatoria degli EPA+DHA: le sue proprietà antinfiammatorie sono riscontrabili nell’abbassamento del livello di proteina C-reattiva.

Bibliografia

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Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

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