Occidentali’s Karma – tra invidia & bellezza

on febbraio 11 | in La Parola al Corpo, Salute e benessere, Senza categoria | by | with No Comments

Occidentali’s Karma

il corpo è sempre il protagonista anche delle idee della mente

Certe bellezze sono fatte per esistere, per regalare i sorrisi che mancano alla speranza, che mancano ai sogni, la bellezza è ciò che è nata per compensare gli sbagli che raramente, fa l’esistenza…

Francesco Menconi

Su cosa si basa il nostro concetto occidentale di Karma, non forse su di una cultura che odia il bello e lo invidia?

Su cosa si basa la nostra idea di bellezza? Photoshop, Instagram, Facebook? ma soprattutto perché le persone tendono a modificare le foto per apparire non come sono, ma vicini all’idea che gli altri desiderano di loro? Cos’è questo spasmodico bisogno di accettazione?

Forse stiamo crescendo generazioni che si sentiranno sempre esteticamente inadeguate,  faranno dell’estetica il “problema” della vita, sviluppando insicurezze e disturbi del comportamento alimentare. Lo trovo triste, ma ancor più triste trovo questo Occidentali’s Karma fatto di banalità, intrisa di falsa profondità e cultura del chi urla più forte.

E’ sconvolgente, di questo capisco forse le motivazioni, le ragioni, ma qualcosa non mi torna.

Il problema è il messaggio o la mancanza di strumenti per sentirsi adeguati? Secondo voi nell’antica Grecia andavo in depressione quelli che non avevano i fantastici corpi degli atleti e delle statue?

Così proprio da questo parto, mi chiedo se le donne e gli uomini dell’antica Grecia, si sentissero inadeguati al cospetto degli atleti, dei canoni di bellezza e di perfezione che vigevano in quei tempi, se qualcuno soffrissero di disturbi alimentari per emulare i corpi statuari degli atleti, che nudi, si esibivano. O accusassero gli stessi d’essere belli e scemi, bionde e oche, troiette da pochi euro (anzi scusate Dracma)

Chissà se rispetto agli eroi del mito, ai guerrieri forti e leggendari, qualcuno si sentiva adeguato per ciò che era, chissà se il bello veniva accettato o giudicato, chissà se il problema è nel concetto moderno di cultura e chissà se è proprio quest’ultima ad essere carente, ad essere stata tritata in un “senso del noi” lontano dal sentire e dal vivere il corpo, fino a portarlo ad un puerile oggetto di banalità, lontano dalla bellezza della sostanza dell’apparire.

Come se le persone fossero nostre, come se avessimo diritti sugli altri, come se la nostra idea, fosse o assoluta o inattaccabile.

Pensate per i latini apparire era dare mostra del sé interiore, ovvero un corpo sano, atletico, curato, dava mostra della qualità di vita dell’individuo.

Noi viviamo in un paese dove chi è bello è superficiale e stupido, questo è il “credo” chi si dedica al corpo: ha tempo da perdere. In una società che va di fretta per tutto e non ha mai tempo per il reale benessere del corpo, dove la prevenzione è consegnata in mano alla malattia e dove ci ricordiamo di lui, solo quando è incapace di fare quello che “vogliamo” ovvero è ammalato.

Profondo è l’odio che l’animo volgare nutre contro la bellezza (Ernst Jünger)

Penso sia lo stesso odio si nutre nel confronto del diverso, di ciò che non si comprende, ma quello contro il bello è un odio subdolo, si maschera di falsa cultura, nei salotti del ben pensiero.

Vedo post agghiaccianti su i social, d’invidia nei confronti della bellezza, di persone che parlano di libertà, ma la libertà che usano è coercitiva, violenta, accusano le persone di rabbia e nel farlo, diventano essi stessi violenti, difendono i deboli, ma stuprano i pensieri diversi dai loro. Il bello manca, scarseggia, si nasconde dietro la banalità di una foto, di tette, culi, di nudo che sta all’arte come la mia testa ai capelli.

Così arte ed eros diventano il senso pornografico non del fare e farsi “piacere” ma del banalizzare un apparenza priva di sostanza, d’essenza, di immobilismo corporeo e giudizio.

Mai avete visto descrivere la maestà di una iena che si nutre di carcasse, che aspetta che il leone abbia finito? penso mai, eppure la iena non si sente inadeguata, fa il suo accetta e vive la sua natura, ma questo per il complesso pensiero umano è difficile, impossibile, l’uomo quando è mosso da sano impulso desidera e cerca di ottenere e raggiungere, quando qualcosa è rotto, non torna, nasce la brama come se ottenere fosse un malato diritto, nasce il credo, il malato desiderio che si muta presto nel sentirsi inappropriato, incapace e fa accendere la fiamma dell’invidia e dell’odio.

Siamo nei post “facebokkiani” di Leoni, Tigri, Combattenti impavidi che sfidano il dolore, che lo cercano per prova del loro “coraggio”, sono sparite le pecore, gli agnelli, i piccioni, perchè se sei “debole” nell’immaginario sei idiota, ed allora ti mascheri a festa, ma la festa te la stai facendo.

Ma cosa c’entra tutto questo con il Movimento ?

Karma: causa effetto, azione reazione – L’odio di cui si parla nasce per noi, non nei confronti degli altri, gli altri sono la scusa che prendiamo per l’impossibilità che abbiamo di odiarci apertamente, così l’odio che nasce per noi si manifesta nell’invidia verso gli altri, nel dolore per se, si manifesta nella noia, nello stare fermi, nell’usare il cibo nei modi più disparati, nel farsi male, nel non avere tempo, nel sapere cosa scegliere per il bene e comunque, scegliere ciò che è male per noi. Per dare un senso al dolore che si sente.

Chissà cosa potrebbe e quali splendidi cambiamenti farebbe una cultura del bello in tutto questo, non bello come “schemi prestabiliti” ma bello in quanto vivo, in quanto capace, in quanto, corpo ed unicità.

Chissà se prima di accusare e di pretendere, s’imparasse ad amarsi cosa cambierebbe, tra chi parla di salvare il mondo e nel farlo, alimenta ciò che chi ama distruggerlo, gli dona su un fantastico vassoio di cristallo.

Cosa c’entra tutto questo con il Movimento? beh amici miei non vi è corpo che non sia movimento e non vi è movimento che non nasca dal corpo, e nella disarmonia dell’Ocidentalis Karma, citando volutamente la canzone del concittadino Francesco Gabbani, beh quelle due gocce di Chanell, andrebbero messe non su corpi asettici ma su corpi Armonici.

Se ci insegnano l’invidia, nelle sfumature di favole e parole, non possiamo pensare di far crescere il rispetto per corpo e bellezza. Del resto è proprio la superficialità a celare la profondità di ognuno di noi.

 

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