Quando il dolore non è la strada

on marzo 26 | in La Parola al Corpo, Salute e benessere, Wellness Olistico | by | with No Comments

Quando il dolore non è la strada

Spesso pensiamo sia normale il dolore, tanto da ricercarlo in ogni posto.

Quando il dolore non è la strada? ogni volta che non può scegliere di non esserlo, il dolore dev’essere un concetto senza scelta, sento dolore, provo dolore, perchè non posso fare altrimenti. Il dolore non deve mai essere una scelta, perchè è folle ed innaturale, è contro le leggi della vita e del corpo.

La cosa che mi stupisce, riguardo allo sport ed al fitness, così come di molta quotidianità, è che invece il dolore è voluto, talmente “stuprato” da venire ricercato fino ad osannarlo come senso primo, come obbiettivo da ricerca per cui sentirsi fieri, gloriosi, vantarsi.

Si mostrano le ferite come eroi di guerra, senza mai parlare di cosa quella guerra abbia lesionato in noi, nel nostro sorriso e nella nostra felicità.

Ci si abitua dei dolori alla schiena, alla spalla, ai piedi ed alle ginocchia come fosse normale… Da quanto ha dolore..”e sarà da un anno, da tre mesi, da…” le persone convivono spesso con il dolore come fosse normale, cercano la sofferenza del dolore come fosse quella l’idea che hanno di vita, il sacrificio nella ricerca del benessere che è un ossimoro.

Parlano dei loro dolori come fossero eroi, godono nell’avere i dolori durante l’allenamento, nel continuare nonostante il corpo dica di fermarsi con tutti i segnali possibili.

Sudore e dolore, fatica e passione, questo è ciò che arriva da un messaggio alterato è che se non soffri non ottieni, che il dolore è normale, che ad una certa età cosa vuoi, tutti hanno i dolori.

E così un opera fantastica evoluta in milioni di anni, si chiude alla mente, si spegne alla comprensione ed all’ascolto, impone nel desiderio di ottenere dimenticandosi di ascoltare.

Forse è questa la cosa più difficile del mio “lavoro”, far comprendere questo alle persone, non solo in generale, ma anche durante l’esercizio, far capire che il valore del nostro corpo, va tutelato come un premio, e che mai volontariamente dobbiamo smettere d’ascoltarlo rischiando stupidamente, di danneggiarlo.

La strada è il benessere, la felicità d’ascoltare e di provare, il gioco di comprendere, la strada è vivere nel nostro corpo non al meglio di un risultato, ma al meglio della nostra salute. E questo non ha davvero prezzo

Buon Movimento e tutti voi, naturalmente

 

 

 

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