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Bio peggio di Pinocchio

Francesco Menconi / Salute e benessere  / Bio peggio di Pinocchio

Bio peggio di Pinocchio

Bio peggio di Pinocchio le mode che invadono il mondo

Tra le tante mode che hanno invaso il mondo, dopo le fasce massaggianti e gli elettrostimolatori, dopo le pedane vibranti e i cibi light, mai nessuna è stata così invasiva e potente come quella del “BIO”.

Se è Bio è per forza buono, se è bio “sono garantito nella qualità”, se è bio allora proteggo il mondo e lo salvo dall’inquinamento e dalle multinazionali.

Ma siamo proprio sicuri che anche solo una di queste speranze sia vera?

Partiamo da una certezza esiste il buono ed il cattivo in tutto, nel non Bio e nel Bio, certo è che il secondo, per il carico “di salvatore del pianeta” che ricopre, per il continuo stimolo pubblicitario che suscita, dovrebbe garantire qualcosa di meglio.

Ed invece spesso, ognuno pensa ai propri interessi, alla faccia dei consumatori. Sia chiaro ho detto spesso, non sempre, il problema è che comprendere e scoprire, ovvero essere certi che “quelli siano quelli buoni” diventa davvero difficile. Quando il benessere di un paese si misura in Pil, molte aziende in nome del “lavoro” e gli “interessi” si adeguano o fuorilegge o spesso, borderline.

I greci erano solito dire chi controllerà i controllori?

Intanto è vero che il Bio ha un minore impatto ambientale? 

Dipende, non sempre, in linea di massima si, ma non così evidente e con eccezioni, come si evince da questo studio “Does organic farming reduce environmental impacts?–A meta-analysis of European research.”, (clicca sullo studio per aprire il link) Tuomisto et al.  Journal of environmental management 112, 309-320 (2012)] Una grandissima ricerca Europea

I prodotti biologici sono più sicuri di quelli convenzionali

Ma anche no, è del tutto falso. La certificazione biologica di un prodotto garantisce che durante la coltivazione o la produzione siano state rispettate le varie normative e i regolamenti. Ad esempio che non siano stati utilizzati fertilizzanti di sintesi o fitofarmaci non ammessi. Non è quindi una certificazione sulle proprietà del prodotto finale ma sul processo di produzione. Tutti i prodotti agricoli in commercio, siano essi convenzionali o biologici, devono rispettare rigorosi criteri di sicurezza e devono quindi essere sicuri per il consumatore indipendentemente dal metodo di coltivazione.

I prodotti biologici hanno migliori proprietà nutrizionali

Nel 2010 è stata pubblicata una rassegna sistematica, commissionata dalla Food Standard Agency britannica, di tutti gli articoli scientifici pubblicati dal 1958 di confronto del contenuto nutrizionali tra prodotti bio e convenzionali. I risultati mostrano una certa variabilità ma a parte casi specifici -ad esempio i cereali biologici sono mediamente più poveri di proteine mentre i pomodori biologici sono mediamente più ricchi di vitamina C– non ci sono prove che dimostrino sostanziali differenze nutrizionali tra alimenti biologici e convenzionali. Conclude il rapporto: “Per la maggioranza dei nutrienti esaminati non è stata rilevata una differenza nel contenuto di nutrienti e altre sostanze tra prodotti biologici e convenzionali, il che suggerisce che i prodotti biologici e quelli convenzionali siano largamente confrontabili”

Nel 2012, indipendentemente, dei ricercatori dell’Università di Stanford hanno pubblicato una seconda rassegna sistematica, arrivando sostanzialmente alle medesime conclusioni.

[“Nutritional quality of organic foods: a systematic review.”, Dangour et al., The American journal of clinical nutrition 90.3, 680-685 (2009) http://ajcn.nutrition.org/content/90/3/680.short (clicca sul link)

Smith-Spangler, Crystal, et al. “Are organic foods safer or healthier than conventional alternatives? A systematic review.” Annals of Internal Medicine 157.5 (2012): 348-366. http://media.dssimon.com/taperequest/acp75_study.pdf]

L’agricoltura biologica non fa uso di pesticidi?

Questo è uno dei più grandi “falsi”

L’agricoltura biologica non può fare uso di pesticidi di sintesi, ma ne utilizza di origine naturale. L’agricoltura moderna fa largo uso di prodotti per proteggere le colture da infestanti e parassiti. E l’errore maggiore che commette è l’uso preventivo, ovvero si usano a prescindere. Nel Bio invece ammessi prodotti “naturali”, sono la famiglia di molecole chiamate piretrine, lo spinosad, il batterio Bacillus thuringiensis, oppure alcune sostanze usate tradizionalmente quali il solfato e l’idrossido di rame, lo zolfo, alcuni oli minerali e così via.

Nonostante siano di origine naturale alcune delle sostanze ammesse possono comunque avere un impatto ambientale non trascurabile: il rotenone ad esempio, una sostanza naturale, era permessa in agricoltura biologica ma a causa della sua tossicità è in via di eliminazione dai protocolli di coltivazione. I sali di rame, ampiamente utilizzati come fungicidi, sono tossici, si accumulano nel terreno e non vengono eliminati facilmente.

[http://www.cra-pav.it/bancadatibiologica/iniziale.asp] (clicca sul link)

Ciò che invece è stato rilevato è una minor quantità di residui di pesticidi sui prodotti biologici (quasi il 99% sono risultati conformi ai limiti di legge, contro il 96% dei convenzionali). Ma direi che la differenza è davvero poca.

“Il fatto che un alimento sia o non sia ‘naturale’  –  scrive Dario Bressanini, del dipartimento di scienze chimiche e ambientali dell’università dell’Insubria non ha niente a che vedere con le sue proprietà salutistiche. Smettiamo di brandire questo termine come una clava per chiudere i discorsi invece che approfondirli”. Il 99,9% delle sostanze chimiche che ingeriamo sono naturali.

Ad esempio, il basilico giovane contiene metileugenolo, un sospetto cancerogeno per l’uomo e così pure il caffè possiede molecole che risultano cancerogene per i topi. Questo non significa che non si debba più mangiare pesto, perché è la quantità a incidere sulla tossicità: nel caso del basilico per un effettivo aumento delle probabilità di contrarre un tumore sarebbe necessario consumarne ogni giorno ad ogni pasto.

Questo è il concetto principe, scientifico, con il quale dobbiamo iniziare a prendere confidenza, questa idea di vendere, da parte di venditori della domenica, i prodotti come naturali, detox, non chimici, sono come vendere l’acqua bagnata.

Ogni cosa è chimica, ogni cosa è naturale, visto che l’uomo al massimo può sintetizzare sostanze che esistono già o unire insieme, nel rispetto delle leggi della chimica, sostanze che esistono.

Nulla si crea, nulla di distrugge, ma questo concetto, nel 2016 non solo ancora ci sfugge, spesso, lo stesso bisogno di “salvarci la vita” è usato proprio da persone prive di ogni scrupolo, che usano “le emozioni” che vogliamo sentire, per venderci a caro prezzo, prodotti, del tutto simili a quelli “tradizionali”.

Quando non addirittura peggiori, come potete facilmente comprendere da soli, leggendo le etichette di volti prodotti, con la scritta “veg” come se vegano, significasse, anche in questo caso Qualità…

Ma su questo ritorneremo preso, con un articolo “Vegano e malsano”

Per chi vuole approfondire seguite la puntata di Report Bio Illogico

http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-af053738-5e57-4bce-9dc6-0773c3f70bfb.html

francesco menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

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