Meditare fa bene?

Meditare fa bene?

Per migliaia di anni, le persone hanno riferito di sentirsi meglio meditando, ma non c’è mai stato uno studio sistematico che quantificasse lo stress e quanto lo stress cambi come risultato diretto della meditazione fino ad ora.

Ma soprattutto non è mai stato preso in considerazione perché cambi e su cosa agisca, così è stato preso un parametro fondamentale della modulazione dello stress da parte del corpo umano attraverso il sistema nervoso l’HRV (hearth rate variability)

A pensarci sono stati i ricercatori dell’U.S. Army Research Laboratory hanno trascorso un anno collaborando con un team di scienziati dell’Università del Nord del Texas.

Le loro scoperte sono riportate in un articolo pubblicato nell’edizione di giugno di Frontiers in Physiology.

 

Ma cosa è l’HRV e perché è dato predittivo della nostra reale salute e capacità di adattarsi allo stress?

“I battiti cardiaci sani presentano irregolarità incorporate in esse con una leggera variazione casuale che si verifica nell’intervallo di tempo tra battiti successivi. Il nodo del seno, o pacemaker naturale del cuore, riceve segnali dalla parte autonoma o involontaria del sistema nervoso, che ha due rami principali: il parasimpatico, la cui stimolazione diminuisce la frequenza di fuoco del nodo del seno e il simpatico, la cui stimolazione aumenta il tasso di fuoco. Questi due rami producono un tiro alla fune continuo che genera fluttuazioni nella frequenza cardiaca di individui sani. La variabilità della frequenza cardiaca fornisce una finestra attraverso la quale possiamo osservare la capacità del cuore di rispondere a disturbi esterni, come lo stress…”

 

Risulta che gli adattamenti temporali della HRV sono molto sensibili ai cambiamenti nello stato fisiologico del cervello e il nuovo sistema di elaborazione dati, chiamato tecnica di subordinazione dinamica,  può quantificare i cambiamenti in HRV e relazionarli direttamente all’attività cerebrale, come prodotto dalla meditazione.

E’ stato quantificato il livello di riduzione dello stress prodotto dalla meditazione al fine di quantificare come l’incapacità di concentrarsi e sostenere la concentrazione, l’impazienza, l’impulsività e altre proprietà disfunzionali, siano vere e proprie limitazioni che interferiscono gravemente con la capacità del soldato di svolgere il proprio lavoro.

Oggi grazie alla scienza, un numero indica con precisione quanto stress è alleviato dal controllo dell’accoppiamento cuore-cervello attraverso la meditazione, o qualunque forma di respirazione, biofeedback o altro.

Questo numero sono felice di poterlo leggere da tempo e far fare ai miei clienti una vera e propria ginnastica per diventare allenati a reagire allo stress!

Nell’articolo, Rohisha Tuladhar, Gyanendra Bohara e Paolo Grigolini, tutti dell’università del Nord del Texas e Bruce J. West, Army Research Office, propongono e testano con successo questo nuovo modello.

Ed ecco che qui interviene il sistema di biofeedback che uso da anni il Ppg Stress Flow, per permettere a tutto questo di ritrovare una sincronicità, di tornare in stato di flow, di modulazione armonica, di armonia interiore vera, non pensata, non come idea astratta, ma come vera orchestra che suona, a tono e a ritmo all’unisono dentro di noi.

Molti storici militari credono che le battaglie, anche le guerre, siano state vinte o perse nella mente del guerriero, molto prima che venga avviato qualsiasi conflitto fisico.

Imparare a eludere l’influenza psicologica debilitante dello stress richiede che abbiamo in mano un modo per quantificare la sua influenza, al fine di valutare l’efficacia di una data procedura per neutralizzarne gli effetti.

Ma se per un attimo facessimo un parallelismo tra un soldato e noi? se per un attimo sostituissimo la parola soldato con persona? e la parola guerra con le avversità quotidiane? rumori, scadenze, paura mediatica, percepita e reale, tasse, pericoli, alcool, cattiva respirazione, cattiva nutrizione, eccesso o mancanza di attività fisica?

Storicamente, certo lo scopo della meditazione è stato quello di ridurre lo stress, tuttavia, l’obiettivo a lungo termine è quello di insegnare ai miei clienti, come avere strumenti pratici, facili, che richiedano poco tempo ed impegno, per imparare bravissimi a rispondere allo stress quotidiano affinché esso diventi il loro più grande alleato! 

Sicuramente meditare bene, fa bene, ma serve tempo, energia fisica, capacità di isolarsi, davvero sotto stress abbiamo tutto questo? abbiamo tempo, pace, relax, mobilità articolare per prendere la posizione del loto?

Spesso, no, anzi quasi sempre no, per questo attraverso le tecniche sviluppate dalla scienza, oggi possiamo in 5′, seduti comodamente su una poltrona, ottenere tutti i benefici di ore di meditazione, e poi perché no, magari con il tempo, con più performance verso lo stress ed energia rivolgerci a tutto quello che amiamo.

E’ fondamentale capire che lo stress non modulato non ha ripercussioni solo sul nostro aspetto fisico (perdita di massa muscolare aumento di tessuto adiposo) ma su quello della salute (aumento di ros, radicali liberi, invecchiamento precoce) ed anche sulla nostra quotidianità (visione tunnel, incapacità di elaborare la realtà adeguatamente) tutto questo è un vero e proprio cambio di vita e di paradigma, una rinascita.

Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

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