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Vivi Circadiano? Un concetto Vago

Vivi Circadiano? Un concetto Vago

 

Vivi circadiano tra moda e realtà, un viaggio per capire se serve davvero.

 

Da anni giro l’Italia con il mio tour “Vivi Circadiano” ed incontro ogni volta tantissime persone, non solamente durante le valutazioni, ma durante le conferenze.

Spesso le persone comprendono le solide basi del metodo,  ma ovviamente vi è anche sano scetticismo.

I truffatori ed i “parolai” in questo mondo del falso benessere non si fanno mancare.

Troviamo dai venditori di prodotti miracolosi, al glutine è veleno, allo zucchero lo tocchi è muori, passando per i detox.

Po le diete del digiuno, quelle purificanti, i respiriani ed i terrapiattisti, le persone sono davvero bombardate da troppe cose e spesso, confuse.

Così alcuni mi chiedono perché vivi circadiano?

E soprattutto ma cosa significa e perché dovrei?

Ecco i buoni motivi

 

Un buon motivo potrebbe essere il nobel per la medicina vinto nel 2017 per i cicli circadiani ormonali.

Dice come funziona il bioritmo del nostro corpo, in relazione a dove viviamo, cosa facciamo, quando lo facciamo, e l’interazione stretta che tutto questo ha con il nostro benessere.

Con il rapporto me/corpo.

Un buon motivo potrebbero essere le affermazioni di Liborio Parrino, Professore Associato di Neurologia, Case Manager Esperto e Direttore del Centro di Medicina del Sonno del Dipartimento di Neuroscienze Università di Parma.
Direttore della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell’Università di Parma. Consulente nella realizzazione della International Classification of Sleep Disorders (ICSD-2).
Presidente della Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS).
Dal 2007 Co-Chair della World Association of Sleep Medicine (WASM) 

Che dichiara: “i ritmi circadiani sono il fulcro su cui gira tutto il nostro essere, sbagliato non assecondarli…”

Un buon motivo potrebbe essere la ricerca sull’infiammazione cronico sistemica, Straub 2004.

Di come sia integrata con i ritmi circadiani, il rispetto o meno della connessione tra le nostre abitudini ed i nostri ritmi interiori, ma ancora questo potrebbe dire poco al lato pratico.

Un buon motivo potrebbe essere la connessione mente corpo, la visione olistica dell’insieme, compresa nel mondo da Epicuro ad Ippocrate, dalla Bertherat sino ad arrivare al concetto orientale di tao e karma.

Fino alla Pnei, al concetto scientifico di medicina integrata.

Se questo non vi basta approfondite continuando la lettura.

 

Recentemente si sono apprese molte importanti conoscenze relative la connessione tra le nostre emozioni ed il nostro stato di salute attraverso il circuito anti-infiammatorio colinergico del sistema immunitario.

E questo è uno dei pilastri del mio vivi circadiano, sistema unico, creato a seguito di anni d’esperienza e formazione.

Agli inizi de secolo si fece luce sul meccanismo attraverso il quale il nervo vago, gestisce i processi infiammatori.

Dal suo tratto afferente che mette in comunicazione pressoché tutti gli organi con il cervello.

E quindi serve la consapevolezza di un pensiero: “ il nostro corpo sente e sa ogni cosa, attraverso la pelle ed il nervo vago percepisce ogni sfumatura del mondo, altro che sesto senso”

Un concetto Vago

 

Il nervo vago rilascia la molecola acetilcolina nell’organo bersaglio oggetto dell’infiammazione inducendo la soppressione della produzione di citochine TNF (Tracey, 2002).

Ci salva dall’infiammazione e ripara il nostro corpo.

Tracey chiamò questo meccanismo circuito colinergico anti-infiammatorio (CAP, cholinergic anti-inflammatory pathway).

Questa struttura neuro-endocrina che connette il cervello a tutti gli organi del corpo per monitorare e gestire il sistema immunitario, nervoso e quindi la nostra salute.

E da cosa è stimolata? beh qui sta il mix vincente del mio metodo, che riguarda biofeedback, tecniche di respiro, movimento e tecniche di lifestyle.

Piccoli passi in armonia con la nostra vita che la cambiano radicalmente!

Gli antagonisti del nervo vago e del circuito colinergico anti-infiammatorio

 

Il nervo vago è il principale ed il più esteso ramo parasimpatico del sistema nervoso autonomo.

Collega il sistema nervoso centrale a  tutti gli organi  permettendo una comunicazione bidirezionale che monitora e controlla funzioni fondamentali.

La variabilità cardiaca (HRV heart rate variability, un indice di funzionamento dell’interazione tra sistemi complessi come il sistema cardiocircolatorio il sistema nervoso e quello respiratorio)

Migliaia di altre funzioni, compreso l‘asse microbiota-intestino-cervello (Thayer et al., 2012; Bonaz et al. 2018).

Quindi ancora oggi potete andare da mille specialisti ognuno con la sua teoria a valle, oppure partire a monte del problema e cominciare a vivere circadiani!

Dal punto di vista strettamente biologico, il nervo vago contrasta sia lo stress ossidativo, sia le infiammazioni, sia l’attività del sistema nervoso autonomo simpatico.

Ma lo stress non è negativo, anzi, come dice un grande scienziato in merito: risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso (Selye, 1976).

Capisci al meglio il concetto di Vago

 

Come dico alle mie conferenza in giro per l’italia con il mio tour Vivi Circadiano, quando cambi idea sul tuo stress, capisci come usarlo per vivere alla grande

L’attività del nervo vago è connessa con il funzionamento della corteccia frontale e dell’amigdala che sono fondamentali per la regolazione delle emozioni (Urry et al., 2006), l’attivazione dell’asse neuro-endocrino dello stress (Thayer et al., 2012) ed i comportamenti inclusi gli stili di vita (Gidron, et al., 2018).

Attento a cosa pensi, perché la tua vita ti darà ragione! Ma soprattutto attento a rimuginare ed usa la strategia migliore per smettere di farlo.

Dall’ampia letteratura presente si evidenzia che un’alta attività del nervo vago, correlata ad un più elevato indice di HRV, predice un minore rischio ed una migliore prognosi di problemi cardiovascolari, tumorali e polmonari che condividono importanti fattori di rischio comportamentali e dinamiche fisiologiche legate allo stress ossidativo, infiammazioni e l’eccessiva attività del sistema nervoso autonomo simpatico (Gidron, et al., 2018).

Onorato di aver imparato queste cose direttamente da Gidron, Thayer, Boschiero, Chrousos, i pionieri ed i migliori scienziati in materia al mondo.

Un basso tono vagale è associato ad un meno efficace recupero successivo a problematiche cardiovascolari, endocrine ed immunitarie (Weber et al., 2010).

Ma non solo è legato a deperimento od al sovrappeso,  alla mancanza di performance, al recupero post allenamento, ma anche performance professionale, psiscofisica.

Ed ora una domanda! ma com’è possibile stillare una nutrizione, un allenamento, un recupero o un ottimizzazione di performance, senza sapere come moduliamo e come è composto il nostro corpo a livello qualitativo, quantitativo e molecolare?

E’ impossibile ed infatti lo fanno a CASO! usando ancora oggi plicometro (solo quantitativo ed operatore dipendente) o addirittura strumenti di analisi non validati o nulla!

Il nervo vago e il suo ruolo nella regolazione delle emozioni

 

Negli ultimi anni sempre più ricerche dimostrano che alcune attività ed esperienze specifiche connotate da emozioni positive migliorano il funzionamento del nervo vago e la conseguente HRV con tutti i vantaggi derivanti in termini del nostro benessere psicologico e la nostra salute.

La regolazione emotiva, funzione fondamentale per generare emozioni “positive” e gestire efficacemente quelle “negative”, è correlata alla HRV (Appelhans &Luecken, 2006; Thayer & Brosschot, 2005).

I valori di HRV sono inversamente correlati alla percezione di contesti minacciosi o comunque pericolosi e positivamente correlati alla percezione di contesti valutati come “sicuri” (nel senso di privi di pericoli) attraverso l’attivazione di specifiche aree cerebrali in particolare la parte ventrale della corteccia prefrontale (Buchanan et al., 2010; Thayer et al., 2012).

Ricordate per il nostro sistema nervoso percepito o reale non fa differenza!

Attualmente la letteratura sembra indicare che questa

Dal momento in cui una ridotta HRV è associata ad un’ampia gamma di fattori di rischio di mortalità e problematiche cardiovascolari (Thayer and Lane, 2007; Thayer et al., 2010a,b) la funzione inibitoria dei circuiti neurali del PFC può essere stimata attraverso la misurazione del funzionamento del nervo vago attraverso l’HRV (Thayer et al., 2012).

Nervo vago e cambiamenti epigenetici: l’impatto sulla nostra salute

 

Sempre relativamente alla regolazione emotiva si è visto che la misurazione del tono vagale HRV è associata positivamente ad allegria e calma.

E’ associata alla soddisfazione di vita! confermando che la misurazione dell’HRV è un ottimo indice di capacità auto-regolativa (Geisler et al., 2010) e quindi di gestione dello stress.

Per quanto riguarda la relazione tono vagale ed autostima, esperimenti hanno dimostrato che feedback positivi, aumentano il tono vagale HRV rispetto feedback di natura negativa.

Molti studi hanno documentato la correlazione positiva tra valutazione dell’autostima ed il tono vagale HRV basale (Martens et al., 2010).

Emozioni positive come la compassione (Stellar et al., 2015; Stellar & Keltner, 2017) sono state trovate essere associate ad una migliore attivazione del nervo vago così come altre emozioni positive sembrano predire bene la bassa produzione di citochine pro-infiammatorie (Stellar et al., 2015) indice di una migliore situazione immunitaria e quindi di un migliore salute generale.

Emozioni positive

sono state associate ad un più efficace ed efficiente recupero da problematiche cardiovascolari legate ad emozioni negative (Fredrickson & Levenson, 1998).

Più vivi in armonia con i tuoi ritmi più il tuo sistema mente corpo vive il suo benessere!

Cartesio non aveva ragione, non Penso dunque sono, ma Sono dunque, penso!

Usciamo da questa società multitasking e cervellocentrica.

Attenti a chi frequentate, a cosa fate, e cosa vi ripetete.

A come vi sentite con voi stessi, la salute non è un bisogno fisiologico, non è insita nella vita, la salute è una scelta!

La qualità e la quantità di esperienze che viviamo all’interno della nostra vita (sia consapevoli o no, sia psicologiche o molecolari) influenzano questi cambiamenti epigenetici costantemente, contribuendo alla nostra salute ed alla nostra identità individuale e sociale.

Per questo sorrido quando vedo rimedi inutili, quando sento dare mille nomi diversi che aumentano solo la confusione, per chiamare la medesima cosa.

Sorrido quando vedo centinaia di pubblicità che parlano di come risolvere gli effetti ma non la causa.

Quando vedo allenare a caso, senza senso alcuno, da persone che come animatori turistici, forse, avrebbero qualche possibilità.

Incamminatevi verso di voi, oggi il vero benessere è una realtà!

Ma sopratutto ricordate, imparate il Vivi Circadiano!

#iomiprendocuradite contattami

Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

2 thoughts on “Vivi Circadiano? Un concetto Vago

  1. Susanna

    Ciao Francesco,
    materia complessa, dal punto di vista della comprensione dal punto di vista scientifico, ma assolutamente comprensibile a livello intuitivo. La scuola ( bambini seduti 8 ore) il lavoro sedentario, l’essere irregimentati in ritmi non umani/animali – che siamo animali molti se lo dimenticano – ci allontanano dalla naturale propensione al movimento, al respiro. Formazione “mentale” ne ho fatta tanta ed è stato un po’ un cerchio un giro largo per poi tornare ad osservare i bambini, il loro respiro naturale, il loro sperimentare le capacità del proprio corpo e tornare poi a sentire me stessa, il gioco come espressione gioiosa. Hai perfettamente ragione quando nessuno va a monte del “problema” e tutti guardano a valle, il micro, anzichè il macro. Nel mio piccolo io condivido i tuoi post perchè come dice smemoranda:”Apri la tua mente ( quella di quelli che pensano a valle e non a monte) qualcosa c’entrerà!”

    #
    25 Novembre 2019 at 13:35 Reply
    • Francesco Menconi

      Grazie mille Susanna, e grande analisi la tua. Materia complessa ma banalissima da attuare, a volerlo fare… 🙂

      #
      28 Novembre 2019 at 15:08 Reply

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