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Un corpo che si muove

Un corpo che si muove

Teorie e scienza del movimento

 

Dal Movimento alla Ginnastica Naturale, comprendere un corpo che si muove

Dovremmo chiederci cosa saremmo senza il movimento, cosa sarebbe di noi se le nostre gambe fossero incapaci di correre, camminare, saltare, deambulare.

Se le nostre mani fossero incapaci di afferrare, stringere, accarezzare, toccare, sfiorare.

Se il nostro tronco fosse incapace di ruotare, ed assieme alla vista cercare, osservare, scovare.

Cosa saremmo senza movimento? 

Partendo da questo dovremmo capire cos’è il movimento, ed aldilà dei tecnicismi, fisico-ormonali, dalla fisiologia muscolare alla fisica.

Ecco la mia definizione nella teoria e scienza del movimento:

Il movimento nello spazio di un corpo è come forma evoluta ciò a cui aspirare per cogliere o, come forma di  base, il soddisfacimento di un bisogno umano primario.

Siamo incapaci di stare completamente fermi.

Così come siamo incapaci di reale equilibrio: esso non è altro che un stimolo destabilizzante, costantemente compensato dal sistema nervoso, respiro, muscoli.

Il Movimento ha due origini e fini, o puramente di necessità funzionale, rispondente ad un bisogno, conscio o inconscio appunto, o un fine comprensivo d’armonia.

Il primo è di tutti, il secondo è di chi tende e consapevolizza il gesto, senza giudicarlo, di chi muove verso l’apprendimento del Se attraverso il corpo.

Il movimento per concludere è la ricerca di due inserzioni immaginarie a cui appendere l’intenzione del gesto

Quello di cui mi occupo quindi è un analisi del movimento a puro scopo osservativo.

Far comprendere l’intento del movimento, l’armonia del pensiero e del corpo, che (attraverso muscoli, sistema nervoso, immunitario ed enterico, biochimica, stress) non solo coglie l’adattamento performante ed evolutivo

Coglie la possibilità del fare e, soprattutto, sentire il corpo nell’atto del cogliere, come consapevolezza psicofisica e quindi, nuova possibilità e performance.

Si lo so, può sembrare assurdo ma è la chiave e la differenza primaria tra saltellare ed avere la coscienza del salto.

E come si fa a cogliere la differenza? beh con due cose a disposizione di tutti: la capacità di osservare l’armonia della bellezza e l’empatia.

Mai trovato nessuno che non sapesse cogliere la differenza tra un gesto fatto a caso ed un gesto con intenzione a cogliere.

Un muscolo ha una, due o più inserzioni, che tendono su ossa, permettendo la risposta tenso-elastica dinamica.

La visione classica, parlando di catene muscolari, coglie come queste si attivino a cascata, muscolo su muscolo, seguendo tensione e linee di forza, per permettere il gesto.

Ma questa visione a mio avviso è limitante e superata, anche se per molti è l’avanguardia, è mera competenza fine a se stessa di inutile applicazione, se non nel dire che la mobilità è diversa dalla flessibilità.

(Così dico sempre a chi lo sostiene, dividetemele, fatemi mobilità senza flessibilità e viceversa e vi pago una cena)

Ecco nel Movimento, in quello che definisco e colgo come movimento, queste catene non finiscono nel corpo ma hanno un proseguimento, che parte dall’intenzione consapevole del gesto e finisce nelle inserzioni di spazio multiplanare fuori dal corpo, verso la direzione a cui il corpo tende.

Perché un articolo su questo argomento

Semplicemente perché negli anni dell’insegnamento, ho osservato e studiato come il movimento, che quando si nasce è un pura necessità, poi diventa anche atto cosciente, negli adulti è spesso più un idea sbagliata di movimento che una reale disfunzione allo stesso.

Non ci pieghiamo bene in accosciata, perché abbiamo un’idea sbagliata dello squat, un’idea sbagliata dell’immagine dello squat, quindi invece di pensare ad anca, caviglia, muscolo corto o lungo, catene, basta cambiare questa idea per cambiare lo squat della persona.

Come è altresì vero che, pensando ai vecchi modelli, per quanto la persona si sacrifichi, soffra, si applichi, una volta adulta i cambiamenti sono minimi.

Se chiedete ad una persona di descriversi nel corpo, di descrivere il suo movimento o se semplicemente lo filmate mentre lo esegue, raramente l’idea e l’immagine che egli ha di sé, corrisponderà a ciò che vede di sé.

Armonizzare questo è il fine della ginnastica naturale che opero, è il fine del mio concetto di quello che chiamo per rispetto Movimento con la M maiuscola.

Per questo un articolo sul movimento.

Per quanto riguarda le persone che insegnano, anziché avere ragione sul corpo delle persone, dovrebbero tendere a come armonizzare tutto questo nelle persone.

Ma capisco che è più facile farle sudare, saltare, agitare compulsivamente verso il nulla, chiamando questo con tanti nomi diversi e fantasiosi.

Il “Fritness” non è altro che questo, dare nomi diversi al movimento del corpo, senza riuscire a farlo muovere realmente.

Quindi i reali professionisti, non sentenziano sul corpo.

Non decidono loro per il corpo, semplicemente gli permettono di esprimersi.

Questo avviene, attraverso tre pilastri fondamentali per farti avere un corpo che si muove:

  • Respiro
  • Adattabilità
  • Incremento delle capacità

Tutto il resto è ortoressia, ortodossia o limitare il corpo, chiuderlo in ciò che crediamo giusto.

Così andando a fare attività diverse, ci diranno cosa è giusto, ed ogni volta ognuno avrà da dire ed imporre la sua visione.

Ma come fanno ad essere giuste cose diverse, se il corpo in cui vivo, con il quale mi muovo è sempre lo stesso?

Perché l’importanza fondamentale si è spostata dal corpo alla disciplina, la disciplina diventa più importante del corpo e nel farlo non solo perde il senso, ma non diventa reale Salute, Benessere.

Per molti questo è filosofeggiare, certo infatti l’etimologia della parola è “amore per la sapienza”

Un campo di studi che si pone domande e riflette sul mondo e sull’essere umano.

indaga sul senso dell’essere e dell’esistenza umana.

Tenta di definire la natura e analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.

Perché solo così avrai un corpo che si muove, ma veramente.

#iomiprendocuradite

approfondisci cliccando qui sulla Ginnastica Naturale

 

Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Istruttore e di Personal Trainer cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

2 thoughts on “Un corpo che si muove

  1. Betty

    Sei il mio maestro da anni. Quelle inserzioni delle quali parli riesco pian piano a sentirle, non è facile, perché non a tutti piace mettersi lì e sentirsi, ma cerco ogni volta che facciamo lezione con pazienza, di capire quale muscolo usare per arrivare a fare un esercizio,per cercare di portarlo al meglio, anche con la respirazione “che non sai quante volte mi è servita al di fuori”. Per stare bene con noi stessi con il nostro corpo, si ok un bel fisico, ma per averlo non credo serva saltare sudare ecc, ma muoverlo come lui vuole, con naturalezza, credo sia questo che ci fa sentire noi, come siamo. Arrivare a fare, e capire un movimento e, capire che questo può portarti oltre è il massimo.E tu, parlo per me, con me lo stai facendo, cerco di apprendere e comprendere da ogni lezione che facciamo. Perché sono curiosa, mi piace capire e scoprire come sono. Grazie perché metti a disposizione nostra il tuo sapere con una semplicità nostrana.

    #
    16 Gennaio 2020 at 10:22 Reply
    • Francesco Menconi

      Le tue parole mi riempiono di gioia, perché so quando con serenità, voglia di comprendere, cura ed attenzione, sei in cammino verso di te, e questa cosa è fantastica… non ha prezzo

      #
      22 Gennaio 2020 at 17:52 Reply

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