un passo indietro
Paura

Paura

la mia era di nuotare, ma facciamo un passo indietro..

Spesso per superare la paura o per arrivare ad un traguardo aggiungiamo cose: impegno, forza, energia, soldi, roba, ed invece, bisognerebbe fare un passo indietro.

 

Vi racconto la mia personale esperienza, nella speranza che in qualche modo possa aiutarvi per affrontare la paura

Ero piccolo ed andavo in piscina, età 4 anni, nuotavo con la mia tavoletta, incrocio una mia coetanea, lei perde la tavoletta, si aggancia alla mia, per “salvarsi”, così è nata la mia paura.

Perdiamo entrambi la tavoletta, arrivo al bordo della piscina, mi slancio per prendere il bordo, ma era scivoloso, finisco sotto, ritento e la cosa continua.

Mio padre si accorge subito di cosa stava succedendo mentre fuori dal vetro osservava la scena, la mia istruttrice era a farsi i beati cavoli suoi, mi narrano con un altro istruttore, il tempo che mio padre a velocità luce facesse il giro, avevo già bevuto, stavo affogando…

Tutto si risolve per il meglio, mio padre mi prende e mi porta a casa, sa che la paura terrorizza, e prova con le dovute cautele a riportarmi subito in piscina.

Arrivo, mi cambiano, tutto ok, ma quando provo ad entrare in acqua, il terrore mi coglie.

Non ne voglio più nulla sapere, poi il mare, l’estate..

Jo sempre adorato “prendere le onde” giocare con il mare mosso, così riprendo confidenza, ma all’età di 9 anni, riaccade un evento importante, il mare era calmo, ma una corrente, una mia distrazione, mi trovo nel panico, questa volta a salvarmi è una turista, sul suo lettino.

Da questo evento la paura prende il sopravvento, andavo in mare, ma l’acqua non è stata mai più amica mia.

Non mi piaceva questa cosa, nasciamo in “acqua” siamo fatti di “acqua” al 75% l’acqua è vita, è dissetare la sete, è il sudore del corpo.

Così a 15 anni vado a prendere il brevetto da sub, inizia il mio percorso contro la paura, mi rivolgo a Lorenzo Rossi, noto professionista della zona, inizio ad immergermi e con lui arrivo davanti alle coste toscane a 44 metri…

Il silenzio, la pressione, l’incanto, il mare.

Ma c’era un problema, quando avevo le bombole, tutto ok, ma senza, qualcosa di rauco e strozzato rimaneva dentro, sai quando dici si, ok, va tutto bene, nuoti, ma senti che non stai godendo appieno della cosa.

E’ un po’ come da tempo per me è diventato guidare (scusate il paragone per molti non sarà attinente ma per me lo è, guidare, la meccanica, i motori, sono parte integrante delle cose che amo), l’ansia dell’autovelox, di una birra, di essere fermato per un accelerata, per andare 10 oltre il limite, come fosse un crimine, non un piacere.

Ecco mi da questa sensazione, così, scusate se non trovo nulla di più forte o attinente, ma è una sensazione di profondo dispiacere.

Continuo il mio percorso, non con un obbiettivo, ma con l’idea che fare le cose debba essere piacere, per molti potrebbe bastare nuotare, io volevo stare bene, per molti sarebbe importante un fine, per me, se un fine è, l’unico è il piacere di fare le cose.

Così piscina, mare d’estate, la ricerca di armonia tra mente e corpo, con tutto ciò che funzionava.

Miglioro, ancora, evolvo ancora, ma il godere è un’altra cosa, così due mesi fa mi iscrivo ad un corso di apnea, sempre con Lorenzo.

Arriva il giorno dell’esame, traumatico, mi rendo conto che sotto, sotto, giù, è ancora un’altra cosa, il mio naso non mi aiuta, con un dolore lancinante, alla fine va, ma cavolo

Ma facciamo un passo indietro…

Tutto questo è servito per arrivare a questo punto, ho sempre ascoltato il mio corpo, così lui mi ha sempre parlato, semplicemente, con la sua voce.

Questa voce è fatta fatta di sintomi, sintomatologie, sensazioni, non solo di sesto senso o intuito, ma di sintomi veri e propri;

Il corpo ha coscienza di SE!

Ho sempre ascoltato, ed ho sempre fatto una cosa a mio avviso fantastica, un passo indietro, è stato così per tutto nella mia vita.

Volevo fare la verticale, non mi riusciva, partivo da un passo indietro, da quel primo esercizio, propedeutico per la verticale, che mi riusciva e da li, iniziavo passo dopo passo, con il sorriso, per farlo diventare un gioco.

Così un passo indietro, prima qualche secondo, poi un po’ di più, un pò più giù, un po’ più lontano, come un gioco, così si impara a baciare la paura.

Se la sfidi o vince la paura o vince la malattia.

Oggi i miei amici mi hanno portato a Calaviolina, ed ho giocato tutto il giorno, oggi finalmente quel godere è arrivato, l’acqua è tornata ad essere mia amica…

Ma facciamo un altro passo indietro….

Penso che questo sia importante per tutti coloro che non iniziano, o iniziano e poi si arrendono, con la dieta, con l’allenamento, con il lavoro, con i sogni, con la vita….

Forse spesso aggiungiamo cose: impegno, forza, energia, soldi, roba, ed invece, bisognerebbe fare un passo indietro.

L’ho fatto ogni volta, senza obbiettivi, vi immaginate se a 15 anni, mi fossi dato l’obbiettivo di godere ancora in acqua?

quanto avrei dovuto soffrire?

quanto avrei dovuto sacrificare?

quanto avrei dovuto penare?

pagare?

quanto dolore avrei dovuto far scorrere per un obbiettivo che anno dopo anno non arrivava mai, sì migliorava, ma….

Sarebbe stato sempre laggiù…

Ed invece, un passo indietro, passo dopo passo, giocando, può avvenire.

E’ servito tutto nel frattempo, ma hanno fatto molto il gioco, il piacere, ed una cosa che dovrebbe essere alla base di ogni cosa, l’amore per tutto quello che è il mondo, ed ogni sua parte

senza la presunzione che sia mai un “Devo”…

I momenti particolari per me sono le scelte di ogni giorno, quando quel che fai ogni volta ti fa scegliere per il corpo ed il movimento, allora non è questione di decidere, ma di permettere ed ascoltare, è questione di lasciar andare i timori e tuffarti in quel che senti…..

La paura serve a farti capire, che se fai un passo indietro non ti stai arrendendo, la stai comprendendo, lei è lì solo per farti capire

Per questo ho scritto “Ama il corpo tuo come te stesso – Vivi Circadiano” per permettere alle persone di comprendersi e vivere al meglio ciò che sono!

 

Francesco Menconi

Ciao, sono Francesco Menconi... Nella mia attività quotidiana di Health Trainer ed esperto in metodologie Antiaging & Antistress, cerco innanzitutto di far innamorare le persone del loro corpo, attraverso la comprensione di sé che passa anche attraverso il movimento, perché solo vicini al corpo è possibile trovare il vero benessere... Mi piace scrivere per condividere quel poco che so su questo miracolo chiamato corpo umano.. Ho scritto 4 libri, i più importanti: "Ama il corpo tuo come te stesso, vivi circadiano" che ha venduto oltre 4800 copie ed il mio nuovo libro uscito a Dicembre 2021 "Accidia, dall'esistere, all'essere" Se ti va, scrivimi i tuoi pensieri lasciandomi un tuo commento...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.